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Che cos'è il testamento solidale?

Fare testamento solidale significa ricordare nel proprio testamento una o più associazioni, organizzazioni o enti. È un gesto non vincolante e può essere ripensato o modificato in qualsiasi momento senza ledere i diritti dei propri cari e dei familiari.

Nonostante le difficoltà economiche, in Italia i lasciti solidali in questi ultimi 10 anni sono aumentati sia nel numero che nel valore. A donare sono soprattutto le donne, in oltre il 60% dei casi, quasi 2 italiane su 3.

Un altro dato interessante evidenzia come, per quasi la metà delle organizzazioni, i lasciti solidali vengono da persone che non avevano con loro legami precedenti, bensì sentivano una vicinanza alla causa scelta.

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Che cosa si intende per eredità digitale? Quale ruolo ha il notaio?

Come funziona la successione per i beni digitali del defunto come libri, musica, film? Cosa succede agli accessi personali alla posta elettronica, ai siti, a documenti, dati, conti correnti on line? Libri DVD e CD passano agli eredi, mentre chi scarica l’equivalente digitale attraverso i grandi player della rete lo fa attraverso una licenza d’uso e dunque non può lasciarlo a parenti o amici. 

Serve evidentemente una nuova legge che regoli una casistica nuova, ma arrivare a una normativa condivisa non sarà semplice: i maggiori fornitori di servizi Internet hanno sedi estere, e le loro condizioni d'uso, che l'utente accetta iscrivendosi, rimandano a leggi e Tribunali stranieri.

Il Notariato italiano ha affrontato  la questione da diversi anni (le prime istruzioni in materia diramate ai notai italiani sono del 2007) avviando un tavolo di lavoro con Microsoft e Google:  l’obiettivo è sviluppare un protocollo per interagire in modo semplice e non troppo costoso con gli operatori della Rete e risolvere problemi di eredità digitale. Una soluzione italiana sarebbe un caso pilota a livello europeo.

L' “Associazione Giovani Notai” partendo dalla constatazione che i diritti successori in ambito  web sono regolati da normative non definite e ciò tende a favorire le aziende online, ha presentato una proposta per risolvere almeno alcuni degli aspetti più problematici.

Si tratterebbe di creare un servizio di registrazione online centralizzato a disposizione di qualsiasi utente e di qualsiasi fornitore di servizi internet, per conservare i dati anagrafici dell’utente e le informazioni relative agli account che verranno lasciati in eredità. Spiega Ludovico Capuano, presidente dell’Associazione, in questa intervista a Repubblica.

 “Il progetto consiste nell’offrire un sistema semplice, sicuro e certo, che consenta agli eredi di avere accesso agli account attivati in vita dal defunto, il tutto per un periodo di tempo limitato, ma sufficiente affinché i dati possano essere consultati, scaricati o cancellati”.  “La nostra proposta prevede inoltre che i fornitori dei servizi conoscano con un certo tempismo l’avvenuto decesso di un loro iscritto, al fine di limitare la funzionalità dell’account e disabilitando così, eventualmente, alcune funzioni.”

Ci sono dunque ancora molti aspetti dell’eredità digitale che richiedono approfondimenti, nuove tutele e nuove soluzioni. Nel frattempo possono essere utili questi 10 consigli del Consiglio Nazionale del Notariato.

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Quante sono le donne notaio?

Un notaio su 3 oggi è donna.

La quota femminile, il 32% nel 2015, era l'11% nel 1980: una crescita esponenziale, passando in termini assoluti da 436 (nel 1980) a 1.577 (nel 2015). Contraddicendo ogni stereotipo, il Sud Italia presenta la percentuale maggiore di presenza femminile: in Calabria il 44% dei notai è donna, nel Molise il 38%, in Abruzzo e Basilicata intorno al 37%. Le donne notaio sono ovviamente più presenti nel segmento più giovane: tra i notai under 45 sono quasi il 43%.

Anche i loro guadagni sono pari a quelli degli uomini e non tutte le professioni possono dire lo stesso. Le diversità però riemergono negli organismi di categoria, dove le donne presidente sono poche, circa il 20%; si arriva a quasi il 30%, anche conteggiando le cariche di consiglieri, tesorieri, vice presidenti locali.

Qui il video delle donne notaio che raccontano tutte le tutele garantite ai cittadini dalla loro professione. 

(Queste cifre sono state rese note nel giugno 2015 a Roma, nel corso dell’evento 'Notariato, la scalata delle donne', organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario,)

 

 

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Che rapporto ha il notaio con l'innovazione?

E' rimasto ai metodi di un tempo oppure usa strumenti aggiornati?

Il notaio è una delle professioni più propositive quanto ad innovazione; per prima ha adottato standard che in seguito sono stati copiati per la loro efficienza da altre categorie professionali.
 
  • dal 1997 i notai si sono dotati di propria rete telematica (Notartel).
  • dal 2001 gli atti sono trasmessi telematicamente al Ministero delle Finanze.
  • dal 2002 il CNN è certificatore di firma digitale (primo ordine in Italia).
  • dal 2002 gli atti sono trasmessi telematicamente al Registro Imprese.
  • dal 2003 è iniziata la registrazione telematica degli atti.
  • dal 2005 il CNN è gestore di Posta Elettronica Certificata.
  • dal 2007 tutti i notai utilizzano un Modello Unico informatico per la registrare e trascrivere gli atti e per aggiornare il Catasto.
  • dal 2013 è operativo il Sistema per la stipula e la conservazione a norma.
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Perché il notaio mi dà la sicurezza di essere tutelato?

Il notaio è un Pubblico Ufficiale, una figura terza e quindi imparziale rispetto ai contraenti.
Per ogni atto il notaio indaga sull’effettiva volontà delle parti ed espone le possibili soluzioni per raggiungere l’obiettivo desiderato. Compie poi indagini preliminari necessarie a verificare la possibilità, liceità e legittimità di quanto richiesto dalle parti.                                                                        

Per un atto di compravendita, ad esempio, consultando i pubblici registri verifica che si compri da chi effettivamente è proprietario del bene e che esso sia libero da ipoteche. Verifica poi che i dati dei registri immobiliari corrispondano ai dati delle visure catastali. Garantisce la tracciabilità dei pagamenti e propone le soluzioni più vantaggiose per il cliente sul piano fiscale.

Il notaio assicura quindi il pieno rispetto della legge, nell'interesse di tutti.
Per questo previene abusi e truffe, tutelando il cittadino da problemi e costi futuri.

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Chi controlla l'operato del notaio?

Il notaio è responsabile dell’atto che stipula ed è costantemente controllato:

- dall’Archivio Notarile, che dipende dal Ministero della Giustizia;

- dal Pubblico Ministero;

- dall’Agenzia delle Entrate;

- dal Consiglio dell’Ordine.

Eventuali infrazioni disciplinari sono giudicate da una Commissione Regionale di Disciplina presieduta da un Magistrato di Corte d’Appello e confermate dalla stessa Corte d’Appello.

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Quello che pago al notaio va tutto nelle sue tasche?

La diffusa opinione che il notaio sia caro è falsa. Prima di tutto perché la parcella che presenta non è il suo guadagno finale.

Si dimentica infatti che il notaio è un sostituto di imposta ed è quindi tenuto a riscuotere (per conto e nell'interesse dello Stato) tasse e imposte, che costituiscono la maggior parte della parcella.

Un esempio: per stipulare un atto di compravendita con agevolazione prima casa il notaio è tenuto innanzitutto a richiedere il pagamento dell'imposta di registro (con aliquota 2% ma comunque non inferiore a 1.000 euro) e le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa (50 € ciascuna).

Quello che resta non è ancora l'onorario del notaio, perché vanno detratte la tassa archivio, le tasse consiliari, il costo delle visure ipotecarie e catastali e 2€ per ogni atto pubblico a repertorio. Va tolta infine l'IVA.

L'onorario del notaio è dunque una cifra molto diversa da quella che incassa anche per conto dello Stato; e remunera il tempo, l'impegno, lo studio necessari per tutelare i cittadini nella redazione dell'atto, evitando loro problemi e costi futuri. Va ricordata la responsabilità che il notaio si assume personalmente rispetto ai contenuti e agli aspetti fiscali dell'atto: è per questo che sottoscrive una assicurazione sulla responsabilità civile.

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